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Medieval Verona: the city a single family transformed forever

23/06/2026
Interno di una cattedrale storica con ampie arcate in pietra, colonne monumentali e pavimento geometrico, illuminato da una calda luce dorata.

Esiste un paradosso curioso nel modo in cui si visita Verona. La maggior parte dei turisti arriva cercando Romeo e Giulietta — una storia di fantasia ambientata nel Trecento — e cammina inconsapevolmente tra i monumenti reali di quel Trecento senza quasi accorgersene. Le Arche Scaligere sono a cento metri dalla Casa di Giulietta. San Zeno, uno dei capolavori romanici d’Italia, è a dieci minuti a piedi dall’Arena. Eppure restano sullo sfondo, meno fotografati, meno cercati.

È un peccato, perché la Verona medievale è straordinaria. E non nel senso generico in cui si dice che ogni città italiana è straordinaria: nel senso che qui, in un perimetro di pochi chilometri, una singola famiglia ha lasciato un’impronta architettonica e artistica che non ha molti equivalenti in Europa. Si chiamavano Della Scala. Li conosciamo come Scaligeri. E Verona, in buona parte, è ancora la città che loro hanno costruito.

Una famiglia di mercanti che divenne dinastia

Le origini degli Scaligeri non sono quelle di una grande casata nobiliare. Agli inizi del Duecento, il capofamiglia era Jacopino della Scala, un mercante di lana benestante ma privo di titoli nobiliari. Quello che è certo è che il nipote Mastino, nel 1262, viene eletto Capitano del Popolo di Verona: un titolo di garanzia in un momento in cui la città è lacerata dagli scontri tra guelfi e ghibellini.

Da quel momento la storia cambia velocità. In meno di un secolo, i Della Scala passano da mercanti a signori di un dominio che si estende su buona parte del nord-est italiano — Vicenza, Padova, Treviso. Il momento di apice è il governo di Cangrande I (1308–1329): condottiero, mecenate, amico di Dante. È lui che trasforma Verona in una corte capace di attirare artisti, poeti e intellettuali da tutta Italia.

La famiglia governa per 125 anni, fino al 1387, quando le truppe viscontee entrano in città di notte attraverso le porte aperte dai congiurati. L’ultimo signore, Antonio, si barrica nel mastio di Castelvecchio con moglie e figli. Il popolo, stanco, non lo difende. È la fine di una dinastia — ma i suoi monumenti sono ancora tutti lì.

San Zeno: il luogo dove nasce il Comune

La Basilica di San Zeno non è solo il capolavoro romanico della città: è, in un certo senso, il punto d’inizio della storia civica di Verona.

La lunetta del portale — il bassorilievo sopra l’ingresso, realizzato intorno al 1138 — è considerata dagli storici dell’arte l’atto di nascita del Comune di Verona. Al centro, San Zeno in abiti vescovili benedice due eserciti schierati ai suoi lati: cavalieri a destra, fanti a sinistra. La nobiltà terriera e la borghesia cittadina, unite sotto la protezione del santo patrono. Un documento scolpito nella pietra, che racconta una città che sta scegliendo come organizzarsi.

Il portale bronzeo è un’altra storia dentro la storia. Le 48 formelle che ricoprono i due battenti — scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, episodi della vita di San Zeno — sono state realizzate da due maestri diversi in epoche lontane: le formelle di sinistra risalgono all’XI–XII secolo, quelle di destra al XII–XIII. Se si guardano con attenzione, si vede la differenza di stile: le più antiche hanno un tratto più grezzo ed espressivo, le più recenti una composizione più elaborata. È come leggere due capitoli di un libro scritti a distanza di un secolo.

All’interno, tra affreschi e cripta, c’è anche la Pala di Andrea Mantegna — una delle opere più importanti del Rinascimento in terra veronese. San Zeno è una di quelle chiese in cui si entra pensando di stare venti minuti e si esce un’ora dopo.

Piazza delle Erbe: duemila anni in una piazza sola

Piazza delle Erbe è il cuore commerciale di Verona da duemila anni. Prima era il foro romano. Nel Medioevo è diventata il mercato della città. Oggi è una delle piazze più vivaci del nord Italia, con i banchi del mercato che occupano ancora il centro esatto dove i romani tenevano le loro assemblee pubbliche.

Guardando la piazza con attenzione si scorgono i segni di tutte le epoche che si sono sovrapposte. La Domus Mercatorum — la sede medievale della corporazione dei mercanti — si affaccia sul lato est. La colonna con il leone di San Marco, aggiunta dai veneziani nel 1523, ricorda che dopo gli Scaligeri arrivò anche la Serenissima. La fontana al centro, con la statua chiamata Madonna Verona, è romana nel basamento e medievale nella vasca. Ogni elemento ha un’età diversa, e insieme formano una stratificazione impossibile da trovare altrove.

C’è anche un elemento che quasi nessuno conosce: il Capitello, un baldacchino di marmo del XIII secolo al centro della piazza, chiamato anche Berlina. Sotto di esso sedevano i podestà alla cerimonia di insediamento, venivano proclamati i bandi pubblici — e qui venivano esposti alla gogna i condannati, i bestemmiatori e i frodatori. Sulla base sono ancora visibili le misure commerciali veronesi scolpite nella pietra. Verona medievale non era solo arte e poesia.

Piazza dei Signori: il salotto del potere scaligero

A pochi passi da Piazza delle Erbe, attraverso il Voltone della Mazzanti, si apre Piazza dei Signori — che i veronesi chiamano anche Piazza Dante, per la statua del Sommo Poeta al centro. È una delle piazze più eleganti d’Italia, e pochissimo frequentata dai turisti rispetto alla vicina Piazza delle Erbe. Un po’ nascosta, un po’ raccolta: esattamente come la volevano gli Scaligeri, che la usavano come cuore politico e residenziale della loro signoria.

Sul lato nord si affaccia il Palazzo del Governo, già residenza degli Scaligeri, poi sede del potere veneziano, oggi prefettura. Sul lato est il Palazzo della Ragione con la Torre dei Lamberti — 84 metri, la torre più alta di Verona, da cui si domina l’intera città. Sul lato ovest la Loggia del Consiglio, considerata il primo edificio rinascimentale della città, costruita quando gli Scaligeri non c’erano più da quasi un secolo ma il loro impianto urbanistico era rimasto intatto.

La statua di Dante è qui per una ragione precisa. Il poeta soggiornò a Verona per circa sette anni complessivi durante il suo esilio: dal 1303 al 1304 ospite di Bartolomeo della Scala, e poi dal 1312 al 1318 ospite di Cangrande I, al quale dedicò l’intera cantica del Paradiso. Cangrande è citato nel XVII canto come il massimo benefattore del poeta. In questa piazza, nei palazzi che la circondano, Dante ha camminato, ha discusso, ha scritto. È uno di quei dettagli che rendono Verona qualcosa di più di una bella città medievale.

Le Arche Scaligere: un cimitero di famiglia che vale un museo

Le Arche Scaligere si trovano in un piccolo recinto a lato di Piazza dei Signori, e difficilmente ci si aspetta quello che si trova. Un cimitero privato, racchiuso in un cancello di ferro battuto decorato con il motivo della scala — lo stemma di famiglia. Da fuori sembra quasi discreto. Da vicino è una delle opere gotiche più spettacolari d’Europa.

Le tre arche monumentali — di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio — sono sormontate da baldacchini marmorei scolpiti, cuspidi gotiche, statue di santi guerrieri e, su tutto, le grandi sculture equestri dei signori a cavallo. Quelle che si vedono oggi sulle arche sono copie: gli originali sono al Museo di Castelvecchio. Cangrande I sorride — un sorriso aperto e vitale, caso rarissimo nella scultura celebrativa del Trecento, che ha affascinato storici e visitatori da secoli.

L’arca di Cansignorio è la più elaborata di tutte. La fece costruire lui stesso, durante la sua vita, perché versava in cattive condizioni di salute e voleva avere voce in capitolo sul proprio monumento funebre. Progettata da Bonino da Campione, costò più di diecimila fiorini — una cifra esorbitante per l’epoca. Il risultato è qualcosa che assomiglia a un reliquiario gotico ingigantito, con sei santi guerrieri negli angoli e narrazioni evangeliche sui lati del sarcofago. Cansignorio non si è risparmiato.

additional information

To discover medieval Verona with the depth it deserves — the Scaligeri squares, San Zeno, the Tombs, the stories the history books do not tell — Guide Center Verona offers the Medieval Verona Guided Tour: a route of about three hours through the medieval heart of the city, with licensed tour guides.

FAQ

Cosa si vede nella Verona medievale?

The main sites of medieval Verona are the Basilica of San Zeno with its bronze portal and the Mantegna Altarpiece, Piazza delle Erbe with the Domus Mercatorum and the medieval Capitello, Piazza dei Signori with the Scaligeri Palaces and the Torre dei Lamberti, and the Scaligeri Tombs — the Gothic funerary monuments of the Della Scala family. To these may be added Castelvecchio and the Scaliger Bridge, and the Basilica of Sant’Anastasia.

Who were the Scaligeri?

The Scaligeri — or Della Scala — were the family that ruled Verona from 1262 to 1387, for 125 years. Starting from merchant origins, they became one of the most powerful lordships in northern Italy. Under Cangrande I (1308–1329), Verona reached its political and cultural peak: the Scaligeri court hosted Dante in exile and funded the city’s most important medieval monuments. Their legacy is still visible in every corner of the old town.

What is special about the Basilica of San Zeno?

San Zeno is one of the masterpieces of Lombard-Po Valley Romanesque. The bronze portal with its 48 biblical panels is among the most important examples of medieval sculpture in Italy. The lunette above the entrance, from 1138, is considered the birth certificate of the Commune of Verona. Inside is the Mantegna Altarpiece, one of the masterpieces of the Italian Renaissance.

Can the Scaligeri Tombs be visited?

The Scaligeri Tombs stand in an outdoor enclosure, freely visible from outside the wrought-iron gate next to the church of Santa Maria Antica. The original equestrian statues — including Cangrande I with his famous smile — are kept at the Museum of Castelvecchio, where they can be admired up close.

What is the best time to visit medieval Verona?

Medieval Verona is rewarding in any season. In spring and autumn the climate is ideal for long walks through the old town. Summer is more crowded but offers extended opening hours. Winter has the charm of a less busy city, with the low light bringing out the colours of the red Veronese marble on the monuments.