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Lessinia: l’altopiano che Verona non racconta mai

05/08/2026
Rifugio in pietra sull’altopiano della Lessinia, circondato da prati dorati e raggiunto da un sentiero sterrato, con montagne sullo sfondo

Bastano una ventina di chilometri e qualche tornante per lasciarsi alle spalle l’afa di agosto. La strada attraversa prima i vigneti della Valpolicella, dove in questi giorni i grappoli iniziano a caricarsi del peso che diventerà Amarone, Recioto, Valpolicella — poi comincia a salire, e Verona resta in basso, sempre più piccola nello specchietto retrovisore.

Ora è il momento perfetto per questa gita fuori porta: la stessa provincia che d’estate soffoca in pianura, a mille metri più in alto respira un’altra stagione.

Poco dopo l’inizio della salita, tra le pareti irte delle Prealpi veronesi, la strada incontra il Ponte di Veja: un arco di roccia calcarea alto una trentina di metri, a circa 600 metri di quota, è tutto ciò che resta del soffitto crollato di un’antichissima grotta. Non è un ponte costruito: è una grotta che, franando, ha iniziato a somigliare a un ponte. Andrea Mantegna lo vide, attorno alla metà del Quattrocento, mentre si trovava a Verona per trattare la Pala di San Zeno, e lo dipinse sullo sfondo della Camera degli Sposi, nel palazzo dei Gonzaga a Mantova. Da allora quell’arco di pietra rossa fa parte della storia dell’arte, anche se nessuno, guardando l’affresco, lo riconosce.

Salendo ancora, il paesaggio cambia di nuovo. Le vigne lasciano il posto alle malghe, e le mucche pascolano libere fin dove arriva lo sguardo, con le cime al confine col Trentino sullo sfondo. Qui e là, le cave di Rosso Ammonitico — la stessa pietra del Ponte di Veja — ricordano che tutto l’altopiano, un tempo, è stato fondale marino.

A Camposilvano, oltre i mille metri, un’antica malga si è trasformata nella meta per il pranzo perfetto: formaggio vaccino, gnocchi di malga impastati con pane raffermo e burro.

Nel pomeriggio, la Valle delle Sfingi — una valletta stretta tra rocce calcaree che il vento ha scolpito in forme che, da lontano, sembrano volti — e poi il Covolo di Camposilvano, l’ennesima grotta collassata su se stessa, questa volta una voragine tanto profonda da poter essere osservata solo dall’alto, in sicurezza. Il Museo Geopaleontologico, poco prima, spiega perché: sotto i piedi, milioni di anni di mare.

Il rientro segue la dorsale di Velo Veronese, e Verona torna a comparire, questa volta dall’alto, prima che la strada riprenda quota verso la pianura. Un percorso panoramico da togliere il fiato.

Informazioni Aggiuntive

Per chi in questi giorni cerca un modo diverso di vivere il territorio intorno a Verona, proponiamo la Visita Guidata dell’Altopiano della Lessinia: un itinerario di una giornata che attraversa la Valpolicella, il Ponte di Veja, le malghe della Lessinia, Camposilvano e la Valle delle Sfingi, in compagnia di una guida turistica abilitata.

Per informazioni o prenotazioni:info@guideverona.com