{"id":10096,"date":"2026-05-28T10:11:18","date_gmt":"2026-05-28T09:11:18","guid":{"rendered":"https:\/\/veronaguide.it\/?p=10096"},"modified":"2026-05-28T10:11:22","modified_gmt":"2026-05-28T09:11:22","slug":"guida-turistica-a-verona-la-citta-di-dante-non-solo-di-giulietta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/magazine-es\/guida-turistica-a-verona-la-citta-di-dante-non-solo-di-giulietta\/","title":{"rendered":"Guida turistica a Verona: la citt\u00e0 di Dante, non solo di Giulietta"},"content":{"rendered":"<p>Quasi tutti sanno che Verona \u00e8 la citt\u00e0 di Romeo e Giulietta. Pochissimi sanno che \u00e8 anche la citt\u00e0 di Dante \u2014 e che il Sommo Poeta ci ha vissuto quasi la met\u00e0 del suo esilio, scrivendo qui una parte fondamentale della Divina Commedia.<\/p><p>Quando si arriva a Verona con l&#8217;idea di visitare il balcone di Giulietta, \u00e8 difficile immaginare che quei stessi vicoli medievali, quelle stesse piazze, siano stati teatro di uno degli incontri pi\u00f9 straordinari della storia della letteratura italiana: quello tra il pi\u00f9 grande poeta del Medioevo e uno dei principi pi\u00f9 potenti del Nord Italia. Un incontro che ha cambiato la Commedia, e forse anche Verona.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dante a Verona: quasi la met\u00e0 di un esilio<\/strong><\/h2><p>Nel 1302, Dante Alighieri viene condannato all&#8217;esilio dalla sua Firenze. Non torner\u00e0 mai pi\u00f9. Nei vent&#8217;anni che seguono, peregrina di corte in corte cercando rifugio e sostentamento. Ma nessuna tappa del suo esilio \u00e8 lunga e fruttifera come Verona.<\/p><p>Ci arriva per la prima volta nel 1303, ospite di Bartolomeo della Scala, signore della citt\u00e0. Ci ritorna dal 1312 al 1318, questa volta ospite del fratello Cangrande. In totale, trascorre a Verona circa sette anni \u2014 quasi la met\u00e0 dell&#8217;intero esilio. Non \u00e8 un dettaglio marginale: \u00e8 a Verona che Dante scrive buona parte del Paradiso, l&#8217;ultima e pi\u00f9 complessa cantica della Commedia. E non \u00e8 un caso.<\/p><p>Verona in quel momento \u00e8 al culmine della sua potenza. Sotto gli Scaligeri, \u00e8 diventata uno dei centri culturali pi\u00f9 vivaci d&#8217;Italia: una corte aperta ad artisti, intellettuali, esuli politici. Un luogo dove Dante pu\u00f2 leggere, studiare, scrivere \u2014 e dove trova la libert\u00e0 che Firenze gli ha negato.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cangrande della Scala: il mecenate immortalato in Paradiso<\/strong><\/h2><p>Il rapporto tra Dante e Cangrande della Scala \u00e8 uno dei pi\u00f9 affascinanti della storia culturale italiana. Cangrande era un principe straordinario: abile condottiero, politico scaltro, mecenate generosissimo. Boccaccio lo descriver\u00e0 come \u00abuno dei pi\u00f9 magnifici Signori che dallo Imperatore Federico Secondo in qua si sapesse in Italia\u00bb.<\/p><p>Dante lo incontra gi\u00e0 durante il primo soggiorno, quando Cangrande \u00e8 ancora un ragazzo. Ma \u00e8 nel secondo soggiorno, dal 1312, che i due diventano amici. Cangrande ospita il poeta nel suo palazzo \u2014 l&#8217;attuale Palazzo del Podest\u00e0 in Piazza dei Signori \u2014 e lo sostiene economicamente, finanziando anche gli studi del figlio Pietro a Bologna.<\/p><p>Il riconoscimento di Dante \u00e8 assoluto: dedica il Paradiso intero a Cangrande, in una celebre lettera in cui lo esalta come il principe che avrebbe potuto pacificare l&#8217;Italia. E nel canto XVII del Paradiso, l&#8217;antenato Cacciaguida profetizza a Dante il rifugio veronese con parole che ancora oggi si leggono su una targa in Piazza dei Signori: \u00abLo primo tuo refugio e &#8216;l primo ostello \/ sar\u00e0 la cortesia del gran Lombardo \/ che &#8216;n su la scala porta il santo uccello\u00bb.<\/p><p>Secondo Boccaccio, Dante era solito inviare a Cangrande da sei a otto canti del Paradiso per volta, prima di pubblicarli. Il principe era il suo primo lettore.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I luoghi di Dante a Verona: una mappa nascosta nella citt\u00e0<\/strong><\/h2><p>Percorrere il centro storico di Verona con questa consapevolezza trasforma completamente l&#8217;esperienza. Quasi ogni angolo nasconde un riferimento dantesco.<\/p><p>Piazza dei Signori \u2014 che i veronesi chiamano semplicemente Piazza Dante \u2014 \u00e8 il cuore del percorso. Al centro svetta la statua del poeta, realizzata nel 1865 in un atto che i contemporanei considerarono eversivo: dedicare un monumento al padre della lingua italiana mentre Verona era ancora occupata dagli Asburici significava dichiarare apertamente l&#8217;appartenenza alla nazione che stava nascendo. Intorno alla piazza si affacciano i palazzi degli Scaligeri, dove Dante era ospite. Una targa con i versi di Cacciaguida ne ricorda la presenza.<\/p><p>Poco distante, le Arche Scaligere custodiscono le tombe di Bartolomeo e Cangrande \u2014 i due mecenati di Dante. Dante non le ha mai viste: le Arche sono state costruite negli anni Trenta del Trecento, dopo la sua morte. Ma ha sicuramente pregato nella piccola chiesa di Santa Maria Antica accanto ad esse, tempio privato degli Scaligeri.<\/p><p>Pi\u00f9 sorprendente ancora \u00e8 il collegamento con Piazza delle Erbe. Questo era il quartiere dei Montecchi \u2014 la famiglia ghibellina che Dante cita nel Purgatorio accanto ai loro rivali Cappelletti. La casa-torre di Via Cappello 23, che oggi tutti conoscono come Casa di Giulietta, apparteneva davvero a una famiglia avversaria dei Montecchi. Dante ha camminato in questo quartiere conoscendo bene le faide che lo insanguinavano.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Palio, l&#8217;Inferno e una corsa che fin\u00ec in letteratura<\/strong><\/h2><p>C&#8217;\u00e8 un dettaglio di vita quotidiana veronese che Dante ha trasformato in uno dei passaggi pi\u00f9 vividi dell&#8217;Inferno.<\/p><p>A Verona si correva da secoli un antico Palio: una gara a piedi lungo la via Postumia, il cui premio era un drappo di pregiata lana verde. Dante ha assistito a questa corsa durante il suo soggiorno. Ne \u00e8 rimasto cos\u00ec colpito da usarla come metafora nel canto XV dell&#8217;Inferno, quando descrive le anime dei peccatori che corrono sotto una pioggia di fuoco: \u00abPoi si rivolse, e parve di coloro \/ che corrono a Verona il drappo verde \/ per la campagna\u00bb.<\/p><p>Oggi, nei pressi di Porta Borsari \u2014 uno degli ingressi della citt\u00e0 romana, sul tracciato dell&#8217;antico Palio \u2014 un&#8217;iscrizione sul muro riporta quei versi. Pochissimi turisti la notano. \u00c8 uno di quei dettagli che si scoprono solo con una guida che sa dove guardare.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Quaestio e l&#8217;ultimo atto veronese di Dante<\/strong><\/h2><p>Il 7 gennaio 1320 Dante torna a Verona per un&#8217;ultima visita. Nella chiesa di Sant&#8217;Elena, annessa alla Biblioteca Capitolare, tiene una conferenza pubblica davanti ai canonici e agli intellettuali della citt\u00e0: la cosiddetta Quaestio de Aqua et Terra, un trattato di fisica e cosmologia.<\/p><p>Sperava di ottenere una cattedra presso la scuola superiore veronese. Non and\u00f2 cos\u00ec: l&#8217;incarico fu affidato a un certo Artemisio, maestro di logica. Dante lasci\u00f2 Verona per Ravenna, dove mor\u00ec l&#8217;anno seguente.<\/p><p>La Biblioteca Capitolare, che Dante quasi certamente frequent\u00f2 durante il suo soggiorno \u2014 vi erano conservati testi di Tito Livio, Plinio e altri autori classici che cita nelle sue opere \u2014 \u00e8 ancora aperta al pubblico ed \u00e8 riconosciuta come la pi\u00f9 antica biblioteca al mondo ancora in attivit\u00e0, fondata nel 517 d.C. Tra i suoi tesori conserva l&#8217;Indovinello Veronese, il pi\u00f9 antico esempio di volgare italiano scritto.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli eredi di Dante vivono ancora a Verona<\/strong><\/h2><p>La storia di Dante a Verona non finisce con la sua morte. I figli Pietro e Jacopo lo raggiunsero in citt\u00e0, e Pietro si stabil\u00ec definitivamente a Verona, diventando notaio grazie al sostegno degli Scaligeri. La famiglia si insedi\u00f2 in un palazzo davanti alla chiesa di Santa Anastasia \u2014 l&#8217;edificio esiste ancora. Nella chiesa di San Fermo \u00e8 ancora visibile la cappella degli Alighieri, con un grande giglio fiorentino nel frontone.<\/p><p>In seguito, Pietro acquist\u00f2 una tenuta a Gargagnago in Valpolicella. Cinque secoli dopo, nel 1500, l&#8217;ultima discendente a portare il cognome Alighieri \u2014 Ginevra \u2014 spos\u00f2 Marcantonio Serego. Per non perdere l&#8217;illustre nome, nacque la casata Serego Alighieri, che ancora oggi produce vino in Valpolicella, tra cui un celebre Amarone. Il nome di Dante \u00e8 ancora, letteralmente, nelle radici di questa terra.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi tutti sanno che Verona \u00e8 la citt\u00e0 di Romeo e Giulietta. Pochissimi sanno che \u00e8 anche la citt\u00e0 di Dante \u2014 e che il Sommo Poeta ci ha vissuto quasi la met\u00e0 del suo esilio, scrivendo qui una parte fondamentale della Divina Commedia.<br \/>\nQuando si arriva a Verona con l&#8217;idea di visitare il balcone di Giulietta, \u00e8 difficile immaginare che quei stessi vicoli medievali, quelle stesse piazze, siano stati teatro di uno degli incontri pi\u00f9 straordinari della storia della letteratura italiana: quello tra il pi\u00f9 grande poeta del Medioevo e uno dei principi pi\u00f9 potenti del Nord Italia. Un incontro che ha cambiato la Commedia, e forse anche Verona.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":10090,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[286],"tags":[],"class_list":["post-10096","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-magazine-es"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10096"}],"collection":[{"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10096"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10096\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10460,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10096\/revisions\/10460"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10090"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10096"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10096"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/veronaguide.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10096"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}